IBS (SINDROME DEL COLON IRRITABILE) E DIETA FODMAP

IBS (SINDROME DEL COLON IRRITABILE) E DIETA FODMAP

Il Colon Irritabile (IBS=Irritable Bowel Syndrome), è la più frequente patologia funzionale gastrointestinale, che si manifesta in assenza di lesioni anatomiche specifiche. Sembra essere più frequente nel sesso femminile e i soggetti maggiormente colpiti da questa sindrome appartengono alle fasce di età centrali, con un’età media di 43 anni: 42 anni per le donne e 45 anni per gli uomini. Si tratta del periodo di vita a cui solitamente corrisponde il massimo dell’attività lavorativa e dello stress. Clinicamente la diagnosi di IBS si basa sui sintomi e sull’esclusione di patologie organiche. Si manifesta nella maggior parte dei casi con dolori o fastidi addominali ricorrenti almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi (inizio almeno 6 mesi prima della diagnosi) associato a 2 o più delle seguenti condizioni:

  • miglioramento con la defecazione;
  • esordio associato a cambi di frequenza dell’alvo;
  • esordio associato a cambi di consistenza delle feci.
Si può presentare in 3 varianti:
  • dolore addominale cronico o stipsi
  • alternanza di stipsi e diarrea
  • diarrea cronica senza dolore
L’approccio dietetico e il corretto stile di vita rappresentano attualmente il miglior intervento terapeutico per i pazienti affetti da IBS. Diventa fondamentale l’indagine delle abitudini dietetiche, possibilmente mediante un’anamnesi e/o un report alimentare della settimana precedente la visita e una valutazione sia quantitativa che qualitativa degli alimenti assunti, della relazione temporale con i sintomi e soprattutto con la frequenza e le caratteristiche dell’alvo. Particolare attenzione dovrebbe essere posta nella valutazione del contenuto calorico degli alimenti, dell’assunzione di grassi, della qualità e quantità degli alimenti contenenti lattosio, sorbitolo, fruttosio, e infine nella valutazione dell’introito di liquidi e di fibre. Nell’IBS molti sintomi possono essere in relazione temporale con l’assunzione di cibo. L’eliminazione degli alimenti produttori di gas intestinali può ridurne la produzione ed in alcuni casi portare ad un miglioramento della sintomatologia. Proprio sull’eliminazione di alimenti produttori di gas si basa la Dieta FODMAP. E’ l’acronimo dell’inglese Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides And Poyols (in italiano corrisponde a oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili). La dieta FODMAP è stata sviluppata da un gruppo di ricercatori australiani ed ha iniziato a farsi conoscere dopo la pubblicazione della ricerca nel 2008, nella quale è stato affermato che i carboidrati fermentabili alimentari (FODMAP) provocano sintomi nei pazienti affetti da IBS. Tali carboidrati sono assorbiti molto poco a livello dell’intestino tenue, hanno un potere osmotico elevato (cioè richiamano acqua) e sono fermentati rapidamente dai batteri intestinali portando facilmente a disturbi tipici della sindrome del colon irritabile (gas, distensione, flatulenza, crampi, diarrea). La ricerca ha dimostrato che i pazienti che seguono questa dieta hanno un notevole miglioramento riguardo a gonfiore e dolore addominale, flatulenza, diarrea di corpo e defecazione alternata, arrivando ad un 70% di pazienti che affermava di aver tratto beneficio dalla dieta. QUALI SONO I FODMAP E QUALI ALIMENTI LI CONTENGONO Gli oligosaccaridi sono i fruttani (polimeri del fruttosio) ed i galatto-oligosaccaridi (polimeri del galattosio). L’uomo non possiede gli enzimi per digerirli e quindi non sono assorbiti dall’intestino. I fruttani a catena lunga sono chiamati Inulina, che viene spesso aggiunta come fibra solubile allo yogurt. Il Fruttosio è uno zucchero semplice (monosaccaride) come il glucosio e il galattosio e non necessita di processi digestivi. Se assunto in eccesso, in alcune persone, può creare problemi di assorbimento (soprattutto se è presente in quantità maggiore del glucosio). Il Lattosio è un disaccaride formato da 2 zuccheri (glucosio e galattosio). Viene incluso nella dieta FODMAP solo se i livelli di Lattasi (l’enzima che scinde il lattosio in galattosio e glucosio) sono troppo bassi (ciò può essere dovuto ad un difetto genetico, alla razza e a differenti disturbi intestinali). I Polioli sono alcoli degli zuccheri (es. sorbitolo presente nella frutta, mannitolo presente nei vegetali, xilitolo)e sono assorbiti lentamente dalla parete intestinale. I FODMAP sono contenuti in una serie di alimenti come per esempio il frumento, certi tipi di frutta e verdura ed in alcuni prodotti a base di latte. CIBI DA EVITARE perché ricchi di FODMAP Latticini:
  • Formaggi freschi, gelato alle creme, latte vaccino, di capra, di pecora, panna, yogurt da latte vaccino o di pecora
Frutta:
  • albicocche, ananas, avocado, caki, ciliegie, cocco, cocomero, frutta secca, mango, mele, pere, pesche, prugne, pompelmo, fichi
Verdura:
  • Asparagi, barbabietole, broccoli, carciofi, cavoli, cavolfiore, cicoria, finocchi, funghi, radicchio
Legumi:
  • ceci, fagioli, lenticchie, piselli, soia
Cereali:
  • grano, orzo, segale, farro
Alimenti vari:
  • inulina, salse tipo ketchup, marmellate, gelatina, bibite con fruttosio, miele, sciroppo di glucosio e fruttosio, chewing-gum/mentine/dolci senza zucchero
CIBI DA PREFERIRE perché poveri di FODMAP Latticini:
  • formaggi stagionati, latticini senza lattosio, yogurt greco
Frutta:
  • banane mature, fragole, kiwi, lamponi, melone, mirtilli, sorbetto di frutta, uva, arancia, pompelmo, mandarino
Verdura:
  • carote, biete, spinaci, fagiolini, lattuga, melanzane, pomodori, spinaci, sedano, zucchine, peperoni, zucca, cetrioli
Cereali:
  • pasta e pane senza glutine, riso, mais, avena, quinoa, miglio, patate
Alimenti vari:
  • confettura, senape, margarina, olii, olive, pepe, pesto, sale, semi, zenzero, zucchero, aceto
La dieta FODMAP deve essere suggerita da un nutrizionista esperto e i pazienti che vi si sottopongono devono essere strettamente monitorati. Si distinguono:
  • FASE 1: esclusione completa di alimenti contenenti FODMAP per un periodo massimo di 8 settimane. Prima di questa fase di esclusione, è opportuno eseguire dei breath test per analizzare la presenza di un malassorbimento di fruttosio e lattosio. I risultati potrebbero rendere la dieta meno restrittiva se i test confermano che il fruttosio e/o il lattosio contenuti nei FODMAP sono ben tollerati.
  • FASE 2: fase di reintroduzione graduale compilando un diario alimentare dove vanno indicati i sintomi riscontrati. Solo in questo modo si capirà qual è la soglia di tollerabilità. A seconda dei sintomi, saranno stabiliti ordine e quantità appropriati per la reintroduzione degli alimenti contenenti FODMAP. L’autogestione a lungo termine dei sintomi si raggiunge tramite il consumo di alimenti FODMAP fino alla tolleranza. I benefici di questa dieta sono ormai ben documentati, ma le ripercussioni della riduzione dei carboidrati fermentabili sulla salute e sullo stato nutrizionale del paziente non sono ancora chiare, così come se si sussistano effetti a lungo termine. Occorrono ulteriori studi in questo campo. Infatti i carboidrati fermentabili hanno anche delle funzioni positive: aiutano ad aumentare la massa fecale, migliorano l’assorbimento del calcio, modulano la funzione immunitaria e aiutano a favorire la crescita ed il funzionamento di alcuni gruppi microbici benefici, come i bifidobatteri. Quindi la dieta è valida da un punto di vista scientifico, ma deve essere seguita sotto supervisione del nutrizionista e solo per un breve periodo di tempo che non superi le 8 settimane. Dopodiché è raccomandata la loro reintroduzione, secondo le tolleranze individuali e in relazione ai sintomi gastrointestinali, al fine di: aumentare la varietà dell’alimentazione, assicurare il giusto apporto di calorie e nutrienti e limitare al minimo l’impatto sul microbiota intestinale.