IPERTENSIONE: cos’è e come la possiamo prevenire

IPERTENSIONE: cos’è e come la possiamo prevenire

In Italia l’ipertensione arteriosa è una condizione abbastanza diffusa. Interessa, infatti, circa il 30% della popolazione adulta di entrambi i sessi e nelle donne è più frequente dopo la menopausa. Si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione sanguigna supera i 120/80 mmHg (valori considerati normali). In particolare siamo di fronte ad un caso di ipertensione quando la pressione massima (o sistolica) è pari o superiore a 140mmHg (135 se auto misurata), mentre la minima (o diastolica) è uguale o superiore a 90 mmHg (85 se auto misurata). Nelle donne in gravidanza, nei bambini e nei diabetici i valori di riferimento sono più bassi. In pochi casi (circa il 5%) l’ipertensione è detta secondaria, ovvero conseguenza di malattie, congenite o acquisite, oppure causata dal consumo di alcuni farmaci. Per la maggior parte dei casi (95%) si tratta di ipertensione primaria, di cui non esiste una causa precisa, identificabile e curabile ed è dovuta ad un’alterazione del meccanismo pressorio. L’ipertensione arteriosa non è una malattia, ma un fattore di rischio, una condizione quindi che aumenta la probabilità di malattie cardiovascolari (come scompenso cardiaco, infarto del miocardio, ictus) e di insufficienza renale. Diversi fattori concorrono all’innalzamento pressorio:


• Familiarità: in questi casi è bene monitorare periodicamente la pressione.
• Età: la pressione arteriosa aumenta con l’avanzare dell’età poiché i vasi arteriosi tendono a diventare più rigidi.
• Sovrappeso: sovrappeso e obesità, si associano ad un incremento dei valori pressori.
• Diabete: questa condizione si associa spessissimo ad un incremento della pressione arteriosa, aumentando in modo significativo il rischio di malattie cardiovascolari.
• Fumo: dopo aver fumato, la pressione resta più alta per circa mezz’ora e a questo si associano i danni cronici che il fumo induce sui vasi arteriosi (perdita di elasticità, danno alle pareti vascolari, predisposizione alla formazione di placche aterosclerotiche).
• Disequilibrio di sodio e potassio: mangiare cibi troppo salati ed, in generale, avere una dieta troppo ricca di sodio o troppo povera di potassio, possono contribuire a determinare l’ipertensione arteriosa.
• Alcool: un consumo eccessivo di alcolici (più di un bicchiere al giorno per le donne, due per gli uomini) può contribuire all’innalzamento dei valori pressori, oltre che danneggiare il cuore.
• Stress: lo stress (fisico ed emotivo) contribuisce al mantenimento di valori di pressione più alti.
• Sedentarietà

Per prevenirla o trattarla è fondamentale adottare uno stile di vita sano: astenersi dal fumo; consumare occasionalmente e moderatamente alcolici; fare attività fisica specie di tipo aerobico (es. nuoto, camminata, corsa, passeggiata in bicicletta) per 30 minuti al giorno almeno 3 volte a settimana; mantenere sotto controllo il proprio peso corporeo.


Che tipologia di dieta adottare in caso di ipertensione arteriosa? La prima regola da adottare è quella di ridurre il consumo di sale. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di non superare i 5 g di sale al giorno (che corrispondono a 2 g di sodio) e tale raccomandazione non si riferisce solo alle persone ipertese, ma a tutta la popolazione generale, bambini inclusi. La popolazione italiana consuma in media più del doppio della raccomandazione dell’OMS (circa 12 g di sale al giorno) e sempre più spesso si osservano valori pressori più elevati già in giovanissima età!


Bisogna innanzitutto evitare di portare il sale a tavola e limitarne l’impiego nelle preparazioni di cibi o pietanze. Inoltre bisogna fare molta attenzione all’impiego di sale dietetico iposodico, poiché avendo una minore sapidità si rischia di usarne di più annullandone così il beneficio. Mantenere il controllo del pesco corporeo è fondamentale perché l’eccesso di peso aumenta il lavoro che il cuore deve fare per pompare il sangue in tutto il corpo; diversi studi hanno dimostrato che ridurre il peso di 10 kg comporta una riduzione di circa 5-10 mmHg di pressione. Ricordate poi che il sale spesso si nasconde in quantità elevata in numerosi cibi:


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Bisogna quindi evitare o limitare:

  • alimenti conservati sotto sale in scatola o salamoia, dai ed estratti di carne
  • insaccati come mortadella, salsiccia, salame e salumi (soprattutto prosciutto crudo, speck e bresaola)
  • cibi confezionati e da fast-food
  • snack salati come patatine, pop corn, salatini e noccioline
  • salse tipo soia, maionese, ketchup
  • condimenti grassi, come burro, lardo, panna, margarine
  • fritture, pastelle e intingoli
  • cibi affumicati (es. salmone), cibi sott’olio (es. funghi, acciughe) e cibi sott’aceto (es. capperi)

Qualche consiglio ulteriore: evitare il vino e i superalcolici; prediligere il consumo di carne bianca e magra; preferire il pane sciapo; tra i formaggi limitare quelli più ricchi di sodio come pecorino, gorgonzola, feta e formaggi fusi; consumare gli affettati 1 volta a settimana, preferendo il prosciutto cotto ed insaccati derivati da carne di pollo e tacchino poiché contengono il 40% in meno di sodio rispetto a bresaola, crudo e salame. Infine ricordare che la liquirizia, se consumata in eccesso, aumenta la pressione.


Per quanto riguarda invece le abitudini positive da adottare e introdurre nel quotidiano ricordiamo di:

  • bere 1,5 L di acqua al giorno, meglio se oligominerale
  • mangiare verdura cruda e cotta in quantità abbondanti, in particolare carciofi e spinaci sono ricchi di potassio che aiuta a ridurre i valori pressori.
  • consumare 2 porzioni di frutta al giorno, anche sottoforma di frullati o centrifughe
  • sostituire il sale con l’impiego di erbe aromatiche (come aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, timo), spezie (come pepe, peperoncino, noce moscata, curry, curcuma, zafferano), limone e aceto per insaporire le pietanze.
  • Svolgere una regolare attività fisica, che non significa necessariamente iscriversi ed andare in palestra. Per chi non ha molto tempo a disposizione, basterebbe adottare dei piccoli accorgimenti come fare le scale a piedi, parcheggiare la propria auto distante dal punto di arrivo per garantirsi così il minimo movimento quotidiano.

Attenzione poi alle etichette nutrizionali, in quanto il sodio può essere presente in diverse forme e con diversi nomi:

  • – cloruro di sodio (il comune sale da cucina),
  • – glutammato di sodio (il principale ingrediente dei dadi da brodo)
  • – benzoato di sodio (conservante nelle salse, nei condimenti e nelle margarine)
  • – citrato di sodio (esaltante di sapore nei dolci, gelatine e alcune bevande).
  • Seguire questi semplici consigli e adottare un corretto stile alimentare e di vita potrà essere di grande aiuto per prevenire la comparsa di ipertensione arteriosa (specialmente nei casi in cui c’è familiarità) o per trattare le forme più lievi e responsive. Infine anche in associazione alla terapia farmacologica, un’alimentazione adeguata aumenta l’efficacia dei farmaci antipertensivi, permettendo di ridurne la posologia e il numero in caso di associazione di più farmaci.